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Confederazione Svizzera - UFSPO Centro sportivo nazionale della gioventù Tenero
Convegno "i giovani e lo sport: tra impegno e abbandono"
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«L’emorragia si può attenuare, ma non eliminare»

 

L’abbandono dallo sport è un fenomeno che coinvolge mediamente il 30% dei giovani all’anno. L’allenatore può fare molto per contrastare questa emorragia, mentre le società sportive devono adattare la loro offerta alle nuove esigenze dei giovani. A questi risultati è giunto il convegno «i giovani e lo sport: tra impegno e abbandono» che il 25 e 26 gennaio 2013 ha riunito al Centro sportivo di Tenero un centinaio di addetti ai lavori.

 

Non sempre le esperienze sportive vissute dai giovani sono positive: ansia, scarsa stima di sé, sensazione d’incompetenza, paura di mettersi in ridicolo, conflitti sono fenomeni che possono indurre il giovane ad interrompere la pratica sportiva. Secondo il prof. Philippe Sarrazin, direttore del Laboratorio di sport e ambiente sociale dell’Università di Grenoble, «l’allenatore ha un ruolo molto importante nelle esperienze positive o negative vissute dai giocatori. È sua responsabilità creare un clima più o meno motivante.» Una formazione dell’allenatore mirata sugli aspetti psicologici, che prediliga i comportamenti motivanti rispetto a quelli frustranti, è sicuramente efficace per migliorare la qualità dell’esperienza sportiva dei giovani.

 

Migliorare le competenze degli allenatori

Il prof. Sarrazin è convinto che gli allenatori hanno un’attitudine conservatrice che li spinge a riprodurre i comportamenti negativi che loro stessi hanno già vissuto da giocatori. Uno studio del ricercatore francese in corso di svolgimento a livello europeo, ha dimostrato che il tasso di abbandono diminuisce dal 25 al 15% se gli allenatori seguono una formazione mirata sulle esigenze psicologiche e motivazionali del giovane. Il coaching fornisce strategie concrete, mostra comportamenti da evitare e attitudini da sviluppare per ottenere un clima che alimenta la motivazione.

 

Uno sport in sintonia con la propria vita

La convinzione di essere in grado di praticare con successo l’attività sportiva spinge i giovani a impegnarsi maggiormente e a considerare questo hobby come un passatempo utile e proficuo. Il professor emerito Wolf-Dietrich Brettschneider dell’Università di Paderdorn ha sottolineato l’importanza di una buona relazione dello sport con gli altri ambiti della propria vita come la famiglia, gli amici, la professione e gli altri hobby. Gli investimenti in termini di tempo e il rapporto tra costi e benefici devono trovarsi in un equilibrio positivo. Il prof. Brettschneider ha esortato i partecipanti ad adattare l’offerta delle società sportive ai nuovi stili di vita dei giovani, così come a collaborare maggiormente con altri promotori di attività sportive e a sfruttare adeguatamente le reti sociali come mezzo per coinvolgere emotivamente i giovani.

 

Come superare i momenti critici

Ogni giovane deve affrontare dei momenti critici nel corso della sua biografia sportiva. Durante i workshop i partecipanti hanno analizzato i casi più frequenti e sono giunti alla conclusione che per superarli con successo, i giovani devono poter contare sul sostegno di tutto l’ambiente circostante: coetanei, genitori, allenatori, docenti e datori di lavoro. I provvedimenti suggeriti per attenuare l’emorragia di giovani sono numerosi e diversificati: valorizzare l’esperienza polisportiva, incentivare i club a proporre offerte coordinate e accessibili a tutti, coinvolgere precocemente i genitori nella vita del club, migliorare le competenze degli allenatori, incentivare la collaborazione tra la scuola e l’associazionismo sportivo locale.

 

Capire le ragioni dell’abbandono

Nella tavola rotonda conclusiva, i relatori hanno insistito sul fatto che l’abbandono nello sport giovanile è un fenomeno inevitabile: lo si può attenuare ma non eliminare. Bisogna capire perché i giovani smettono precocemente: vogliono fare altri sport, praticarlo più per divertimento che a livello competitivo, non hanno tempo per far tutto, hanno subito un infortunio o si sono trasferiti, si sentono sotto stress oppure i loro bisogni non sono soddisfatti. Infine, è bene accettare il fatto che l’adolescente ha tutti i diritti di prediligere altre attività ricreative nel tempo libero.  

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Contatto

 

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Anna Zinetti

Tel. +41 58 468 61 01

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