La passione per lo sport al servizio dei giovani
Dal 2012, Mattia Molnar lavora alla centrale materiale del CST, svolgendo ogni giorno un lavoro fondamentale ma poco visibile agli occhi della clientela. In questa intervista ci racconta il suo percorso professionale, unendo esperienza lavorativa e riflessioni più personali. La sua passione per lo sport lo ha guidato verso una professione impegnativa, dinamica e ricca di stimoli, che ancora oggi svolge con dedizione e competenza.
Come è nata la tua passione per lo sport?
Ho avuto la fortuna di crescere tra montagne e laghi, un ambiente che naturalmente invita a passare del tempo all’aria aperta. Fin da giovane sono stato attratto dagli sport outdoor. Da ragazzino mi sono avvicinato allo skateboard, allo snowboard, al surf e all’arrampicata, sport che mi hanno sempre affascinato. Dal 2013 pratico anche il volo libero, in particolare l’hike and fly. Abbiamo la fortuna di vivere in una fantastica regione che offre infinite opportunità per coltivare queste passioni.
Possiamo dire che sei tendente a degli sporti più «estremi»?
Parlare di sport estremi secondo me è un po’ delicato: per tutti gli sport dipende sempre da come li pratichi. Li puoi fare in completa sicurezza o da incosciente. Per questo non mi piace dire che faccio sport estremi, ciò che conta per me è il modo in cui ti poni e la consapevolezza del materiale che utilizzi. Saper usare l’attrezzatura correttamente e avere fiducia in essa è fondamentale per vivere appieno lo sport e praticarlo in sicurezza. Anche una disciplina apparentemente semplice può diventare rischiosa se il materiale non è adatto o non è in perfette condizioni.
Come ti sei avvicinato alla professione che svolgi oggi?
Anni fa, un amico con cui praticavo snowboard mi ha chiesto se fossi interessato a fare delle lezioni ad un gruppo presente a Tenero. Chiaramente ho accettato e sono arrivato al CST. Da lì mi sono proposto anche per altri sport, che pratico tuttora, come il kayak, il windsurf e tiro con l’arco. Ad inizio stagione dell’anno successivo sono arrivate altre richieste. Ero molto contento di avere l’opportunità di insegnare agli altri quello che mi piaceva fare. Poter trasmettere ai ragazzi una cosa che senti dentro è una sensazione straordinaria. Ho colto l’occasione e ho cominciato come monitore di Sisport per diversi anni. Qualche tempo dopo è uscito un concorso per un impiego al CST e sono stato assunto.
Di recente hai completato una formazione per la revisione del materiale d’arrampicata. Cosa ci puoi raccontare a riguardo?
Mi è stato proposto di svolgere il corso «Verificatore periodico DPI (Dispositivi di protezione individuale)» che mi permette di certificare autonomamente il materiale, di definire con chiarezza cosa funziona e garantire che sia tutto al top. Come in altri sport, ogni attrezzo che usi, che sia la corda, l’imbragatura o i moschettoni, deve essere regolarmente e minuziosamente controllato; facciamo di tutto e di più per non lasciarci scappare nulla. In questo modo i clienti possono fare la loro lezione in sicurezza.
Quali sono le difficoltà e le soddisfazioni del tuo lavoro?
La qualità dell’attrezzatura sportiva è alla base di tutto. Quando il materiale è curato e funziona perfettamente, chi pratica può concentrarsi sull’esperienza e vivere l’attività in modo positivo e gratificante. Negli anni ho imparato a prestare attenzione a molti dettagli che fanno la differenza. Ogni elemento ha una funzione precisa e va conosciuto a fondo per poterlo gestire al meglio e garantire un utilizzo ottimale.
Il materiale al CST è sollecitato da molti utenti; una delle principali difficoltà è assicurare un controllo e un aggiornamento costante delle attrezzature, occupandoci della manutenzione, delle riparazioni e, se necessario, della sostituzione. È un lavoro impegnativo poiché richiede continuità e precisione. Fortunatamente ho dei colleghi competenti e collaborativi, grazie ai quali riusciamo a garantire i servizi tutti i giorni, dalle 7 del mattino alle 8 di sera.
Le responsabilità che ho sono importanti, ma la formazione che ho svolto mi ha dato maggiore serenità nel mio ruolo. Il lavoro di squadra con gli insegnanti è fondamentale: collaboriamo nella gestione e nella cura di un materiale che è prezioso e delicato, condividendo regole chiare e responsabilità. Sapere di contribuire in modo concreto alla qualità dell’insegnamento e all’esperienza sportiva dei giovani è per me una grande soddisfazione. È anche per questo che posso dire di amare davvero il mio lavoro.
Testo: Martina Ponti
Foto: Mattia Molnar, Martina Ponti

