Conflitto in Iran: conseguenze sulle esportazioni di rilevanza bellica
Berna, 20.03.2026 — Il 20 marzo 2026 il Consiglio federale ha valutato le ripercussioni dell’applicazione della neutralità sulle esportazioni verso gli Stati implicati nel conflitto con l’Iran. L’esportazione di materiale bellico verso i Paesi coinvolti nel conflitto armato internazionale con l’Iran non può essere autorizzata fintanto che il conflitto è in corso. D’ora in poi un gruppo interdipartimentale di esperti esaminerà a intervalli regolari le autorizzazioni in essere e le esportazioni di altri beni, in particolare per quanto riguarda la loro compatibilità con la neutralità.
Il 20 marzo 2026 il Consiglio federale ha esaminato la questione dell’esportazione di beni verso i Paesi implicati nel conflitto. La discussione interviene dopo la seduta del 13 marzo 2026 sull’applicabilità del principio di neutralità alla guerra tra Stati Uniti/Israele e l’Iran, nonché dopo le sue decisioni del 14 marzo 2026 relative a specifiche domande di sorvolo per aeromobili.
Attualmente non è possibile autorizzare esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti, in virtù della loro implicazione in un conflitto armato internazionale secondo l’articolo 22a capoverso 2 lettera a della legge sul materiale bellico (LMB). Dal momento dell’escalation (28 febbraio 2026) non sono state più rilasciate nuove autorizzazioni per l’esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti. Per quanto riguarda Israele, già da anni non vengono più concesse autorizzazioni definitive per l’esportazione di materiale bellico. Lo stesso vale per l’Iran. Per quanto riguarda le autorizzazioni in essere; è stato riscontrato che non presentanorilevanza bellica, pertanto possono continuare a essere utilizzate. Un gruppo interdipartimentale di esperti (DEFR, DFAE e DDPS), tuttavia, esamina a intervalli regolari l’andamento delle esportazioni dei beni in questione verso gli Stati Uniti e valuterà l’eventuale necessità di intervenire sulla base del diritto di neutralità.
Anche le esportazioni di beni a duplice impiego (dual use) e di beni militari speciali, soggette alla legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI), nonché di beni non soggetti a controllo ma comunque contemplati dalle misure sanzionatorie nei confronti dell’Iran, vengono periodicamente esaminate d’ora in poi dal gruppo di esperti. Per quanto riguarda Israele, vige comunque già un regime restrittivo.
