Un giovane appassionato di sport e finanza
Ian Isenburg è da poco entrato a far parte del team dei coordinatori sportivi del CST. Grande appassionato di sport e finanza personale, ha alle sue spalle diverse esperienze lavorative in Ticino e nei Grigioni. Abbiamo scambiato due parole con lui per conoscerlo meglio e scoprire quali sono le tappe importanti del suo percorso di vita.
Nato a Sorengo e cresciuto a Cadempino, fin da subito Ian ha capito che lo sport avrebbe fatto parte della sua vita. «La passione per lo sport è nata nel mio giardino di casa», racconta il giovane ticinese. «Come tutti i bambini, quando hai un giardino e una palla a disposizione inizi a giocare. Mia mamma mi ricorda spesso che ho imparato ad andare in bicicletta in un giorno solo perché volevo assolutamente essere capace.» La passione per l’attività sportiva si è poi tramutata in formazione e professione. Ian ha infatti svolto l’iter universitario a Losanna, dove ha studiato Sports science e poi Sport Management. Successivamente ha svolto esperienze professionali nel comprensorio sciistico di Splügen e nel comune di Biasca, prima di approdare al CST. Attualmente, nel suo tempo libero, il ventinovenne svolge allenamenti a corpo libero e powerlifting, ma oltre allo sport si interessa molto di finanza personale: «Mi piace questo settore, nella mia vita cerco sempre di tracciare qualsiasi spesa che faccio. Proprio per questo ho creato un sistema user friendly su Google Drive per me e la mia compagna e che aggiorniamo costantemente con le nostre operazioni finanziarie.»
Uno stage per imparare a gestire la complessità
Durante il Master Ian ha avuto l’opportunità di convalidare alcuni dei suoi crediti formativi con uno stage. Dopo una lunga ricerca nella Svizzera romanda, il ticinese ha però deciso di tornare a casa sua, svolgendo una formazione di uno anno presso il CST. «Inizialmente mi dispiaceva lasciare Losanna perché adoro quella città. Poi però ho saputo di questa opportunità in Ticino grazie a una mia compagna di studi che aveva già svolto questo stage per l’UFSPO. E ora posso dire di essere molto soddisfatto della mia scelta.» Grazie alle sue buone conoscenze in tedesco e francese, fin da subito Ian si è trovato a suo agio con la realtà multilingue presente al CST: «la lingua tedesca mi è familiare perché i miei nonni la parlano e devo dire che questo mi ha aiutato molto, così come aver fatto gli studi in francese. Ho apprezzato in particolare sentire nuovamente il dialetto ticinese al lavoro.»
Durante lo stage Ian ha potuto immergersi nella realtà quotidiana dei coordinatori sportivi. Sotto la guida del suo formatore Luca Tavoli ha preso parte all’organizzazione dei campi 3T (Tutti i Talenti a Tenero), del 4T (Tutti i Talenti Ticinesi a Tenero) e di Sportech. «Ho imparato che non si può pianificare un evento in ogni dettaglio in quanto l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. È quindi davvero importante avere delle capacità di adattamento, un pensiero critico e molto intuito per sapere gestire situazioni complesse». Durante questa prima esperienza il giovane ticinese ha potuto osservare da vicino il lavoro che si cela dietro a un centro sportivo nazionale come quello di Tenero: «con questa formazione ho davvero capito qual è l’impegno della Confederazione nell’ambito della promozione dello sport a favore della gioventù in Svizzera.»
Mansioni a 360 gradi
Terminato lo stage al CST Ian ha avuto l’opportunità, durante la stagione invernale 2023-2024, di svolgere un’ulteriore esperienza lavorativa presso il comprensorio sciistico di Splügen. Qui aveva un ruolo da responsabile; i suoi compiti principali erano la gestione dei 40 maestri di sci, snowboard, sci di fondo, così come la supervisione degli eventi svolti per promuovere le attività proposte dalla stazione sciistica, come le fiaccolate notturne o le gare delle società sportive. Le mansioni spaziavano a 360 gradi. «Ogni giorno alle 07.15 prendevo la prima risalita con i collaboratori sulle piste e il team SOS. Giunto in cima, mi recavo sul tracciato dello slalom gigante aperto al pubblico e picchettavo con il trapano i buchi dove si agganciavano le porte, così che la pista fosse pronta per la giornata. Alle 16.00, mi toccava smontare tutto. Ovviamente questo veniva fatto con qualsiasi tempo, anche con le tempeste di neve!»
Un tuffo in un microcosmo locale
Terminata l’avventura sulle montagne, il ventinovenne ha fatto ritorno in Ticino e, più precisamente, a Biasca. Qui Ian ha potuto soprattutto ampliare quelli che sono i contatti con le società sportive e le associazioni presenti sul territorio comunale. «In questo caso ero il responsabile del Servizio sport e tempo libero. Mi occupavo della gestione delle infrastrutture sportive comunali e inoltre ero il punto di riferimento anche per gli eventi, sportivi ed extrasportivi, organizzati su suolo pubblico.» Una realtà locale che sicuramente si distingue da quella nazionale che ha ritrovato a Tenero. «Al CST la dimensione è più grande e sono necessarie maggiori risorse per potersi organizzare al meglio. A Biasca ero in contatto con la realtà prettamente locale, mentre a Tenero ho avuto modo di confrontarmi con società provenienti dalla Svizzera ma non solo.»
Ritorno alle «origini»
A partire dal mese di marzo Ian è ufficialmente entrato a far parte del team dei coordinatori sportivi del CST. I motivi del suo ritorno sono diversi: fra questi spiccano sicuramente la bella atmosfera che si respira sul posto di lavoro e le molteplici soddisfazioni che il nuovo ruolo gli regala. «Poter offrire ai giovani la possibilità di praticare sport in condizioni ottimali e in sicurezza e far scoprire il Ticino agli ospiti mi rende molto orgoglioso». Ian è responsabile della clientela regionale, ruolo che molto spesso nasconde delle insidie non indifferenti. «Riuscire a far convivere le aspettative della clientela ticinese con la realtà di chi svolge dei corsi con alloggio al CST non è un compito facile. La sfida principale per me, comunque, sarà quella di riuscire a mantenere quanto già costruito in termini di comunicazione dalla mia collega Alessandra Ventura, ora in congedo maternità. Per quanto riguarda il futuro, mi piacerebbe affinare ancora di più dal punto di vista digitale e strategico le linee guida su cui ci si può basare per soddisfare le richieste della clientela regionale. Credo che ogni coordinatore sportivo debba avere una visione d’insieme, un pensiero critico, conoscere bene le lingue, avere pazienza e autocritica. Siamo in 140 collaboratori e ognuno fa la sua parte. Quindi è importante rispettare il lavoro di ciascuno e ciò che ognuno apporta al gruppo.»
Un incontro inaspettato a Carona
Per concludere l’intervista, abbiamo chiesto a Ian di raccontarci un aneddoto riguardante un evento legato allo sport. Proprio come la maggior parte dei cittadini svizzeri, anche lui ha sempre visto in Roger Federer l’ambasciatore svizzero per eccellenza. E così un giorno, saputo dell’arrivo dell’ex tennista elvetico nel borgo di Carona per girare uno spot pubblicitario, Ian si «intrufolò» nella casa di un’anziana residente pur di assistere alla scena. «Diciamo che ho avuto una soffiata», spiega. «Mi era stato detto che durante il giorno ci sarebbe stato Federer a Carona. Non ci pensai quindi due volte, presi la macchina e mi diressi sul posto. Una volta arrivato, incontrai una signora anziana che viveva proprio lì e che mi permise di assistere a tutta la scena dal balcone di casa sua! Una volta terminato lo spot, corsi da Federer e mi presentai con indosso la maglietta degli Australian Open del 2017, l’anno in cui li vinse. E giustamente lui mi disse: «nice t-shirt». Al che io risposi: «you’re the man». Insomma, fu davvero un bellissimo momento! L’unica cosa che rimpiango è di non aver scattato una foto insieme a lui, cosa che mio fratello invece riuscì a fare.»
Testo: Clarissa Haussauer



