Un tappeto erboso sostenibile e resistente
Nel maggio del 2021 il CST ha scelto di testare un nuovo tipo di erba su uno dei suoi campi: il Cynodon, altresì conosciuta come Bermudagrass o «gramigna ornamentale». Quattro anni dopo, facciamo un bilancio con i nostri due giardinieri Mauro Matasci e Filippo Storelli.
Ci troviamo sul prato Brere, dove Filippo ci racconta che, ad oggi, è il terzo campo del CST seminato con la Bermudagrass. In precedenza era toccato ai prati Verbano (nel 2021) e Ticino (nel 2022). «Abbiamo seminato il Brere nel maggio 2025 utilizzando una varietà diversa chiamata Northbridge», spiega Filippo. «Il vantaggio di questa varietà è che va in dormienza più tardi quando la temperatura scende sotto gli 8-10 gradi mentre il risveglio vegetativo avviene già a partire dai 18-20 gradi.»
«Questo ci fa sperare di poter guadagnare circa un mese in primavera e uno in autunno» aggiunge Mauro. L’obiettivo, infatti, è quello di rendere disponibile i prati il più a lungo possibile, visto che il CST ospita dei gruppi durante tutto l’anno.
I trucchetti dei giardinieri
«La nostra esperienza ci ha insegnato che utilizzando la Bermudagrass i campi ingialliscono durante i mesi più freddi» continua Mauro. Per permettere agli ospiti del centro di usufruire dei campi anche in questo periodo, i giardinieri seminano un’erba di transizione che diventa verde rapidamente. «La varietà Northbridge non può essere seminata» precisa Mauro, «ma viene riprodotta tramite una procedura di stolonizzazione: si copre il 10-12% del campo con tappeto erboso in rotoli, che viene sminuzzato e interrato con un macchinario per favorirne la crescita e la diffusione.»
Come un tavolo da biliardo
La visita al campo Brere ci permette di scoprire un altro vantaggio di questo tipo di manto erboso. «Vedi qui?», Filippo ci indica una porzione di campo priva di erba. «In questo caso la gramigna ornamentale permette una chiusura dei buchi più rapida rispetto all’erba tradizionale.» «La sua capacità di ripresa è impressionante» prosegue Mauro. «Gli impatti degli sportivi vengono cancellati in breve tempo, permettendo una continua giocabilità. La gramigna ornamentale ha anche un forte impatto estetico: spesso si sente dire ‹sembra un tavolo da biliardo› e questo è dovuto ad una colorazione eccezionale, oltre al fatto che può essere tagliata a meno di 20 millimetri».
Sostenibilità in campo
L’incontro con i nostri giardinieri è l’occasione ideale per affrontare il tema del cambiamento climatico. «Sì è vero», afferma Filippo. «Il grande caldo estivo ha un influsso anche sui campi in erba. Le alte temperature favoriscono lo sviluppo di malattie e funghi sui prati. Il loietto, un’erba autoctona, fatica a sopravvivere quando le temperature superano i 30 gradi per settimane.» La Bermudagrass, invece, è originaria di luoghi più caldi e ha una resistenza superiore, con un fabbisogno idrico del 50% in meno paragonato a varietà locali presenti alle nostre latitudini. «Questa specie non viene attaccata da malattie fungine» continua Mauro. «Il coleottero giapponese (Popillia japonica), molto presente sul nostro territorio, non riesce a depositare le uova.»
Il ridotto fabbisogno idrico e l’uso limitato di prodotti chimici rendono quindi la gramigna ornamentale un’erba particolarmente sostenibile. «A livello ambientale ha mostrato grandi soluzioni negli anni ed è sicuramente un’ottima soluzione» afferma Mauro. Si tratta di un modello replicabile oltre i confini del CST; infatti, diverse strutture sportive ticinesi stanno iniziando a seminare i propri prati in Bermudagrass. Il suo impiego permetterebbe di avere campi non solo esteticamente più belli, ma anche più sostenibili a lungo termine.
Testo: Martina Ponti
Foto: Charlène Mamie


