Uno Sportech all’insegna di novità e opportunità
Dal 22 al 24 gennaio 2025 il CST ha ospitato le giornate Sportech. Organizzate per la seconda volta dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) hanno suscitato un grande interesse ed entusiasmo. La nona edizione ha accolto più di 3400 studenti per un totale di 181 classi provenienti da tutta la Svizzera e dall’Italia.
Girando nei 43 laboratori sparsi su tre edifici all’interno del CST, gli studenti e le studentesse hanno potuto immergersi in un mondo in cui sport e tecnologia si intrecciano. In particolare, i ragazzi e le ragazze hanno potuto approfondire ed esplorare tematiche quali l’importanza della nutrizione negli sport ad alta resistenza fisica, l’utilizzo di dispositivi elettronici quali droni e macchinari nelle diverse discipline sportive, oppure altri argomenti legati piuttosto alla salute, come ad esempio laboratori inerenti alla respirazione e al sistema muscolare. Un’opportunità, quindi, pratica e concreta per cominciare ad avvicinarsi ad un mondo ancora in pieno sviluppo, ma soprattutto per permettere agli studenti e alle studentesse di iniziare a capire cosa potrebbe fare al caso loro per il futuro professionale che li attende.
L’intelligenza artificiale al centro dell’attenzione
Il campo della tecnologia, si sa, è molto vasto. Ma se c’è una cosa certa è che l’Intelligenza artificiale sta guadagnando sempre più terreno. Proprio per questo, con Sportech 2025 si è voluto dare la possibilità agli studenti e alle studentesse di approfondire questa tematica in alcuni dei laboratori proposti, tra cui quello della SUPSI in cui i ragazzi e le ragazze hanno potuto scoprire le potenzialità di dispositivi indossabili come Garmin e FitBit e delle tecnologie AI nel migliorare lo stile di vita. Dispositivi, questi, che sempre di più vengono utilizzati ed è quindi importante sapere cosa si cela dietro macchinari di questo tipo proprio come sostenuto anche da Carmine Ruberto, docente della Scuola professionale per sportivi d’élite: «Ad ogni nuova edizione è interessante vedere quali sono le novità tecnologiche, anche per i ragazzi e le ragazze è importante in quanto permette loro di aprire gli occhi su realtà che ancora non conoscono».
Un’occasione sia per i giovani che per i collaboratori
A imparare e mettersi alla prova a Sportech non sono solo i e le giovani, ma anche chi i laboratori li propone. Girando tra le varie postazioni abbiamo raccolto alcune testimonianze, una in particolare è quella di Luca Invernizzi, giornalista sportivo, animatore del laboratorio proposto dalla Radiotelevisione della Svizzera italiana (RSI) sulle tecniche di produzione di un’intervista sportiva. «Queste giornate sono molto utili sia a noi addetti ai lavori che ai ragazzi e alle ragazze – ha commentato Invernizzi – perché i collaboratori possono confrontarsi con i giovani e capire cosa devono cambiare nel modo di dialogare con loro. Dall’altro lato, invece, i ragazzi e le ragazze possono capire che c’è una differenza ben marcata tra il giocare con la voce e le immagini e il raccontare in modo più serio quello che vogliono trasmettere a un pubblico che li guarda».
Un evento di importanza nazionale
Sportech non è però solo un semplice evento che vuole far avvicinare i e le giovani alle discipline tecniche e scientifiche attraverso attività legate allo sport. Benoît Dubuis, presidente del comitato esecutivo dell’Accademia svizzera delle scienze tecniche SATW, ha infatti voluto sottolinearne il valore aggiunto: «SATW considera Sportech come un evento fondamentale per promuovere le discipline MINT a livello nazionale tanto che intende sostenere questa manifestazione anche in futuro».
Insieme per un unico obiettivo
Sportech 2025 è promosso dalla SUPSI in collaborazione con il CST, la SATW, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) e RSI. Sportech 2025 è sostenuto da Swisslos, Fondazione Asuera, Fondazione Ernst Göhner, BancaStato, Società Elettrica Sopracenerina (SES) e Ferrovie Federali Svizzere (FFS).
Testo: Clarissa Haussauer
Video e foto: SUPSI



